lunedì 1 maggio 2017

Sottile

Tira parecchio vento fuori, a volte spero riesca ad entrarmi dentro, non ho più paura di perdere nulla. Niente è tutto ciò che è rimasto.
Oggi è il 1 Maggio ma è tanto se il barometro segna dodici gradi, sono felice così. 
Non c'è alcun odore di primavera nell'aria, pochi uccellini che cantano, piove.
Non so perché le brutte cose siano sempre iniziare di primavera, è certo che mi sia ammalata molto prima di quella domenica di inizio primavera in cui mamma cucinò le tagliatelle, ma quella domenica inconsciamente per la prima volta fui messa davanti alla parola anoressia. Lei sfondò la porta e si accomodò sopra al cuore, congelandolo piano piano.
È un processo indolore all'inizio, poi subentra la paura, il freddo e la solitudine poi finisci per sentirti forte e al quel punto, sei fottuto.
È il momento esatto in cui credi di star rischiando troppo quello in cui sei già caduto.
All'inizio ero così ingenua, leggevo blog su blog su disturbi alimentari e mi sentivo capita, eppure negavo. 
Io e anoressia? Io malata?
Non poteva essere.
Non so in verità quando io mi sia realmente accorta di avere un problema, forse l'ho sempre inconsciamente saputo, forse l'ho capito quando ho iniziato ad abbuffarmi, quando Lei gridava forte, punendomi,perché l'avevo tradita.

Oggi il cibo mi fa paura come non mai, una pera diventa una montagna da scalare e un piatto di pasta qualcosa da bandire.
Sono in piena ricaduta, ho deciso di provare a chiedere aiuto con la solida convinzione di non essere ascoltata se non torno a 42 chili.
Ho troppo poco tempo e troppo sporco cibo a tentarmi.
Ho tanta voglia di tagliarmi ultimamente.
Mi spaventa tutto: il non sapere come andranno i prossimi esami, se li passerò( perché devo passarli), il non sapere se prenderò mai la patente, il non sapere se riuscirò mai a tornare ad un peso decente, il non sapere cosa farò quest'estate.
Tante, troppe cose senza una risposta.

Chiedo aiuto ma ho paura di non essere creduta perché troppo grassa, chiedo aiuto ma non so se voglio guarire.


3 commenti:

  1. Ti prego, già il fatto che tu abbia riconosciuto di avere un problema è un grande passo avanti. Non è vero che non sarai ascoltata se non torni a 42 chili: fidati, è una sensazione comune, anche io ho avuto questo periodo "limbo" in cui sapevo di avere qualcosa che non andava ma avevo paura di non essere "credibile" se non fossi calata di peso. Non esiste una credibilità basata su quanto pesi, esiste il fatto che stai male punto. Che provi tutte queste cose, che hai bisogno di buttarle fuori. Trova qualcuno, fatti aiutare, è importante. Il solo fatto che stai male e che senti di volere aiuto basta, il resto è collaterale.

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  2. E già il fatto che tu esprima questo malessere significa che dentro di te VUOI guarire. Mi sono fatta l'idea che con questo tipo di disturbi ad un certo punto o ci si ribella o si muore. Se il tuo corpo e soprattutto la tua mente danno segni di ribellione tu assecondali. Butta fuori tutto. Ti accorgerai man mano che volevi guarire fin dall'inizio.
    E se hai bisogno di parlare e sfogarti scrivimi, la mail è bubonib@gmail.com, mi chiamo Marta, lo so che non mi conosci, lo so che avevo commentato forse qualche tuo post un sacco di tempo fa e poi nulla, ma rientrando su blogger oggi dopo un sacco di tempo ho trovato questo tuo post, unico recente tra tutte le persone che seguivo quando anche io ero attiva qui, e davvero, capisco ogni parola che scrivi e vorrei che tu riuscissi a liberarti da questo schifo.

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  3. E ce ne sarebbero di schermi da mettere fra noi e la nostra angoscia: gli esami, la patente e il peso.
    Eppure non riusciamo a darle un nome che sia vero.

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