lunedì 21 dicembre 2015

In partenza

Controllo la lista, apro l'armadio rabbrividendo per il freddo che c'è dentro( si trova nel sottotetto), piego con cura felponi e magliette.
Ricontrollo la lista, c'è tutto.
Metto tutto in valigia.
Mi siedo a terra, abbraccio la stufetta portatile e cerco di fermare il cervello.
Tento di razionalizzare, di farmi passare la nausea che da stamattina non mi ha lasciato un attimo.
Sento un profumo, mi accorgo che è il mio, non ricordo neppure di essermelo spruzzato stamattina.
Un brivido mi scuote e mi riporta ai pensieri sul Natale.
Ho paura, ansia e paura.
Sarà triste, sarà pieno di grasso.
Io non voglio viverlo.
Io non posso.
Mi manca l'aria.
Mi sento in gabbia.
Mi sento come una di quelle oche che vengono utilizzate per fare il fois gras( si scrive così?) ingozzata a forza per diventare grassa e rendere gli altri più sereni.
Mi uccidono in un altro modo, ma io non ho intenzione di essere un" oca, di farmi mettere i piedi in testa.
A Natale, poi é tutto a base di carne/ pesce soprattutto al sud.
Io sono vegetariana, eviterò la metà delle cose.
Ma non basta, non é abbastanza.
Io non sono abbastanza.
Non abbastanza magra per mangiare e rimanere a questi schifosi 44 chili.
Non abbastanza forte per dire di no ai mostaccioli sapendo che se ne prendo uno scatterà immediatamente l'abbufata.
Non abbastanza determinata per fingere un sorriso.
Non abbastanza forte da combattere quest'ansia e tutto quello che si porta dietro.


Domani sera quando arriveremo a Napoli ci aspetterá una pizza e nei giorni seguenti oltre già allla quintalata di cibo che  mangeremo perché" é tradizione" ci aspetterà anche tipico steet food napoletano " perché G. deve assaggiare i sapori di questa terra"

Io sono TERRORIZZATA.
Non voglio partire.
Non voglio fare nulla.
Voglio rimanere al sicuro nel mio letto sotto le coperte per due settimane.

Però voglio respirare Napoli, farmela entrare sotto la pelle più di quanto già non l'abbia.
Respirare il dialetto, il profumo, il traffico.
Visitare s. Gregorio Armeno con i suoi presepi, il museo nazionale, i tribunali, il mercato, S. Martino, Spaccanapoli, il Cristo velato...
Riempirmi il cuore e l'anima di qualcosa di diverso dalla monotonia.
Non pensare ai partenti e ai problemi che si portano dietro, problemi che faranno puntualmente cadere a cascata mentre saremo tutti riuniti a tavola.

Natale non ha più alcun significato per me.
Una volta significava gioia, famiglia.
Ora significa cibo, grasso, problemi e tristezza.

"A natale non siamo tutti più buoni, siamo solo più grassi" quanto é vero.



 Non mi va di partire.
Ho paura di dimenticare come si respira.
Non voglio vivere in apnea.

martedì 15 dicembre 2015

Flusso.

Vi accennavo nello scorso post dell'ansia derivata dal dover andare dalla mia ex psicologa per portarle gli auguri di Natale e il regalo che mia madre aveva deciso di farle, ebbene si può dire che non é andata poi tanto male.

Dopo avermi fatto entrare in studio e comunicato che avrei dovuto aspettare un ora, sono andata a farmi un giro nel piccolo centro vicino allo studio perdendomi tra gli scaffali di Feltrinelli e miriadi di pensieri, ansie, preoccupazioni.

Quando sono arrivate le quattro ritorno in studio e mi fa entrare.
Parliamo del più e del meno, a un certo punto mi guarda e mi dice che mi trova davvero benissimo, sentimenti contrastanti mi hanno preso in quel preciso momento.
Perché, no, le cose non vanno così bene. Sono brava a fingere più di quanto credessi fosse possibile.

Mi ha poi chiesto se mi tagliassi ancora. Le ho risposto che l'ho detto a mia madre e che é ricapitato solo una volta, mentendo spudoratamente ma per fortuna non ha indagato oltre.

Mi ha poi offerto in rapida successione delle caramelle e la torta che aveva fatto.
Ho preso una caramella e l'ho messa in borsa, la torta invece l'ho rifiutata più di una volta ( devo dire iniziando a innervosirmi a un certo punto poiché me lo ha chiesto 4 volte)ok che sono una persona indecisa ma se dico che la torta non la voglio, non la voglio.
Non mangerò costretta un' altra volta davanti a te mentre tu mi guardi quasi ridendo, minimizzando il tutto, dopo che sono scoppiata in lacrime, davanti a te, dicendo che sono affamata senza riuscire a mangiare( esperienza successa lo scorso anno) ma ricattandomi dicendo che se non avessi ripreso a mangiare avresti detto ai miei che mi tagliavo.

Eh no, non ci sto, non di nuovo.
Mentre stiamo uscendo dallo studio mi chiedi se sto mangiando.
Non  ascolti nemmeno la mia risposta, ma chissene frega tanto non ci vedremo più.


Tornando a noi mentirei se dicessi che le cose stanno andando bene.
Perché non è vero, tutto va a rotoli.
A scuola le interrogazioni si susseguono insieme ai brutti voti, questa settimana che sta iniziando e quella passata sono state, ed é, piena di 2 verifiche al giorno in media.
Chiacchiero con la mia compagna di banco ma senza fare dei veri discorsi, certe volte sembra che mi guardi con pena.
Oggi le ho detto che finalmente ( finalmente non sapete che bello finalmente essere certi!) ho scelto cosa voglio fare all'università (Dietistica) il caso ha voluto che la ragazza dietro di me sentisse tutto e iniziassimo una discussione sul mio peso ancora.
Mi dice che sono troppo magra quando lei pesa meno di me! ( non sapete che invidia dal momento che mangia tantissimo e non mette su un grammo)
La discussione é andata avanti mi hanno detto che se tornassi a 46 starei bene, quando a 46 mia madre compresa affermava che avessi qualche chilo di troppo.
Io a 46 non ci torno. Punto.
Alla fine le ho liquidate molto velocemente, non mi andava di essere scortese ma cavolo! Non possono parlare di qualcosa d'altro, non si possono concentrare su qualcosa di diverso da me?!
Io non ne posso più.
Aprirmi con questa ragazza sarebbe inutile. Otterrei soltanto che mi stesse con il fiato sul collo che é veramente quello che ci manca.
Qui bisogna dimagrire, altro che mettere su qualche chilo!

Domani ho due verifiche ma non sono riuscita a studiare manco per mezza.
Ho fatto lezione di matematica e non ho avuto la forza di fare nient'altro.
Non ho la forza di arrabbiarmi con me stessa ma poi la notte non dormo per ansia.
Qualcuno mi spieghi il nesso.

Dopo l'episodio di stamattina sono stata intrattabile tutto il giorno, stasera mi sono messa a litigare con mia madre per una cavolata e sono andata a mangiare in camera, maledetta fame, era l'occasione perfetta per non mangiare e invece ho avuto il coraggio di tornare giú e prendere anche una pera.

Non mi interessa davvero nulla, Natale si sta avvicinando e io ho questi 44 chili addosso da troppo tempo.
Quattro che pesano come macigni, non riesco a liberarmene in nessun modo e questo mi manda fuori di testa completamente.

Da ieri ho iniziato a programmare, senza troppe rigidità, quello che mangio.
Ieri non è andata alla grande, oggi é andata un po' meglio.
Non posso superare le 900 e se a pranzo c'è la pasta, non importa, significa restringere sul resto.
Ho paura per l'abbuffata che potrebbe arrivare da un momento all'altro, é da un po' che non succede, ho davvero tanta paura.
Si torna alle vecchie abitudini nella speranza di arrivare a natale con meno ansie e qualcosa in meno pure sulla bilancia.
Per ora l'obbiettivo é tornare a 42.( e tornare dalle vacanze al massimo con 44 chili per quanto odi questo numero é il male minore)

Vi lascio con il diario di oggi( penso che lo scriverò qui perché mia madre per ora mi sta lasciando vivere ma già la posso sentire mentre  controlla ovunque)
Un bacino a tutte ❤

Colazione(300)
Tea senza zucchero
Dolcetto
Pranzo(300)
Noodle
Banana

Spuntino(54)
Quadratino di cioccolato

Cena(250)
Carote
Pomodori
Salsa di soia
Tofu alla piastra
Pera

Tot--> 905






*scusate la forma pessima ho scritto tutto di getto , se mi fossi messa a correggere avrei cancellato tutto
Prometto che scrivo un'altro post decente prima di Natale.*

venerdì 4 dicembre 2015

Promesse sotto l'albero

Mancano 20 giorni a Natale, e l' ansia per quanto mi ostini a negarla, c'è.
Sono terrorizzata da quel periodo.
Ieri sera tutta la serie di implosioni sono diventate esplosioni, dopo una stupidissima litigata( la goccia che ha fatto traboccare il vaso), mi sono chiusa in camera e ho iniziato a piangere senza un motivo, senza sosta, arrabbiata e spaventata, debole. Ma il dolore, per che cosa poi, non accennava a calmarsi, mi sono addormentata sfinita, con il bruciore dei tagli che mi sono procurata nel vano tentativo di stare meglio.
É inutile, lo so, ma non sono stata capace di fermarmi, di negarmi quella illusoria calma momentanea.
Stamattina mi sono svegliata con tanta voglia di piangere e di farmi ancora del male.

Il pensiero di ridurmi malissimo non mi abbandona negli ultimi due giorni, incapace di dire ancora"no" lo sto assecondando, accecata dal " non abbastanza" che mi sento ripetere di continuo, un " non abbastanza" che grava come un peso morto. Dalla paura di non farcela, di fallire. Per essere così debole da non riuscire a fare coming out una volta per tutte. Per la rabbia per questa fame mostruosa che non mi molla un secondo e per il mio non saperle resistere.
Per questo 44 che non si schioda di un etto nonostante i digiuni.

Mi sento così inutile, persa.

L'altro giorno l'insegnante di italiano e latino ha incontrato mio padre, gli ha chiesto se ho degli amici.
Questa frase mi ricorda tanto l'anno scorso, la terra bruciata che mi ero creata attorno perché nessuno mi poteva, e mi può tuttora, capire.
Sono stata sempre bene da sola, ma sapendo di avere degli amici accanto, adesso ho bisogno disperatamente di qualcuno che io possa definire " amico" perché se ne sono andati via tutti quanti.
Vorrei che qualcuno a me, tenesse davvero.
Non chiedo appezzamento, chiedo vicinanza e un po' di calore umano perché mi sento dannatamente sola in un inverno troppo freddo per una persona  sola.


Tra una settimana devo andare a fare gli auguri di Natale alla mia ex psicologa, se mi dovesse chiedere dei tagli non saprei che pesci prendere, potrei sempre inventare di essermi bruciata con il forno.
Lei é rimasta al " ho smesso( falso), i miei lo sanno( vero), da allora non é più capitato( falso)"
Spero solo che se dovessi raccontarle la verità, prendendo in considerazione che sono maggiorenne e che é stato un incidente, si astenga da fare la spia con i miei.
Non potrei perdonarglielo per quanto lei abbia fatto di buono, non potrei perdonarglielo,  mi ha fatto anche tanto male, poi mi chiedono perché io non mi fidi delle persone.
Sempre pronte a pugnalarti alla spalle.
Ti chiedono fiducia in cambio della loro ma quella che rimane fottuta sei sempre e solo tu

venerdì 13 novembre 2015

Cercasi sogni.

Ho guardato vecchie fotografie e mi sono rivista, rispecchiata e non riconosciuta.

Sono una delle ultime in fondo, avvolta nella sciarpa marroncina a righe ma questo é soltanto un dettaglio, mi si vede poco, la foto é stata scattata da lontano, dal basso, 23 persone in fila davanti all'entrata del museo in piazza ad Assisi( la stessa, che quando ho visto, mi ha fatto tornare indietro nel tempo quando vedevo ancora Don Matteo) appoggiati con il mento sul muretto in modo che si veda solo la faccia e un pezzetto di collo.


Ricordo quei giorni come se fossero ieri.
Riguardo me in quelle foto e posso leggere nei miei occhi tutto quanto.

Il giorno prima ero stata lasciata.
Il giorno prima mi ero abbuffata per la prima volta.

Quell'aprile quella gita, é stato l'inizio di tutto.
Maledetto aprile, maledetta me.
Il dolore, i pianti, il tagliarsi in bagno di nascosto, il sonno a qualsiasi ora, il freddo, il cibo rifiutato, le barrette da 98 calorie mangiate quando proprio mi sentivo svenire, le 350 calorie scarse giornaliere, la confusione per una identità che cercavo invano, le notti passate sveglia ad ascoltare i rumori della stanza vicina, le litigate da lontano con mia madre, le telefonate preoccupate dei professori, la nostalgia di casa,le confessioni fatte piangendo, Radioactive cantata sul pullman, a colazione, prima di andare a dormire, ogni secondo, i 3 chili persi, la preoccupazione sul volto di madre, la gioia nel vedere per la prima volta 43,2 sulla bilancia, la gioia di essere di nuovo a casa.


Oggi riguardando quelle foto piango.
Ripensando agli ultimi due anni mi rendo conto di essere stata forte e di aver sopportato troppo, di avere una rabbia dentro che non posso più tenermi...troppe cose non dette.
E mi chiedo come abbia fatto.
Oggi mi sento piccola e debole completamente incapace davanti al destino, completamente incapace di bastare a me stessa, di dominare me stessa.


Riguardo vecchie foto, riguardo quella vecchia foto.
L'anno scorso, io, in bagno con il vestito a fiori.
Come mi sentivo bene, controllata.
42 chili e una maschera di felicità dipinta in volto.


Vienna\ Budapest.
Altra gita.
Mi si blocca il ciclo ma non me ne rendo conto.
Torno a casa, ho raggiunto il mio peso più basso.
Litigo con mia madre, ingrasso, metto due chili, finisce la scuola malissimo, vado al mare, perdo un chilo, arriva la ragazza di intercultura me metto su due.
Tempo presente: 44 chili di pura infelicità.
46 lasciato alle spalle ma lo sento incombere come un avvoltoio che aspetta il cadavere ancora caldo, mi attende, attende la mia prossima abbuffata.
Voglio scappare, evadere da questo corpo.
Posso farcela, forse, ma non con questo corpo.


Ho finito di raccontarmi balle, é evidente che qualcosa in me non va.
Mi sento un ingranaggio difettoso, um giocattolo rotto.
Ma cosa diavolo é così dannatamente sbagliato in me?!

Ho un'amica, un tempo era quella che si definisce migliore amica, l'ho persa inevitabilmente benché frequentiamo la stessa scuola, la stessa classe.
Ogni volta che va in vacanza mi manda una cartolina, mi illudo che per lei valgo ancora qualcosa.
Ma non ne sono così certa.


Una volta un amico mi disse che " mi ero allontanata dal cerchio" ma chr loro( gli amici) erano ancora li.
Io non so come riallacciare i rapporti. Non sono mai stata brava.


É la solitudine o meglio il non sapere a chi chiedere concretamente un aiuto che mi distrugge.
Ho bisogno di qualcuno che ci sia per me, che mi dica che sono brava, che riconosca che sono buona in qualcosa e non il fallimento che mi sento continuamente.


Ho la continua sensazione addosso di come quando ti trovi ad ascoltare una canzone malinconica e triste in cui senti che ogni parola ti rispecchia fino in fondo.
Quella specie di dolore in cui quasi pensi di cullarti, seppellirti sotto le coperte e lasciarti andare alle emozioni.
Ma io non riesco a piangere.



A scuola va male accumulo brutti voti su brutti voti, mi sento trattata da deficiente.
Continuamente.
La verità è che odio che per colpa di questa dislessia io debba avere facilitazioni su facilitazioni.

Mi sento diversa ma non in senso buono.
Mi sembra di passare la vita a essere diversa, nel senso di sbagliata.
Io all'esame ci voglio arrivare ma non così.
Non con questa ansia.


All'università non so che fare. Eppure non vedo l'ora di uscire di qui.

Sarà davvero libertà?

Ho tanti sogni ma ci sono sempre ostacoli insormontabili in mezzo.
Forse non lo voglio davvero.

Forse sono solo uno di quei cartelli che si vedono in giro, vecchi, scrostati, dimenticati da tutti.
Un cartello che recita" cercasi sogni", sotto c'è il mio numero, ma il telefono non suona da anni.

mercoledì 4 novembre 2015

così proprio non va

Rieccomi qui:)

{Inizio scusandomi di non essere passata da nessuna di voi, ma credetemi, non sarei stata di nessun aiuto e avrei scritto pressoché la stessa cosa. E vi ringrazio calorosamente per i commenti che avete lasciato negli scorsi post [corro a rispondervi ]}

Vi ricordate che in uno degli ultimi post vi avevo detto che sarei dovuta andare dal dottore?
Guardandola dal punto di vista cicatrici é andata all grande, mia madre ( l'unica che sa) non è venuta, il fondotinta e enorme distrazione da parte del medico hanno fatto il resto.
Ma é stato un completo disastro dal tutti gli altri punti di vista.
Sono sempre più grassa ( e gli ultimi due giorni hanno contribuito ad aumentare ancora): Il verdetto sono stati 44 chili per il nanetto che sono.
Li per li ci sono rimasta malissimo ma il contraccolpo l'ho accusato davvero solo ieri e così é stata una fiera di brutti pensieri.
Stasera sto male, ho la nausea e non ne comprendo il motivo. E stavolta non c'entra l'ansia per la verifica di domani su Leopardi( che é un autore che mi piace molto e che mi sembra di aver capito abbastanza bene), forse ( brava Francesca raccontati un altra balla!) sto semplicemente male.




Sollevo gli occhi al cielo. Il soffitto é bianco ma non lo vedo.
Non sento nulla se non qualcosa che fa male, che fa male dentro.
Ripenso a quelle lacrime che per due volte ho riccacciato indietro, a quelle parole che pesano come macigni.
Salgo velocemente in camera e finalmente esplodo. Ecco il motivo di quel malditesta martellante, ecco il perché del mio sentirmi rotta.
Capisco all'improvviso che tutto dipende da quel 44 che non è un 42.
Delusione, rabbia, disprezzo per non essere riuscita, per aver fallito ancora una volta. Mi prometto che ci proverò ancora.
Ma stavolta non voglio essere la solita perdente, promettermi qualcosa e non raggiungerlo, e non RIUSCIRE a raggiungerlo.
Mi sento una perdente.
Mi ero ripromessa che avrei perso quei due chili prima di andare dal pediatra( continuo a trovarlo un po' stupido a 18 anni).



*Salgo sulla bilancia e prego che non veda i tagli che continui a pensare a sua figlia che continui a essere distratto a non ascoltarmi come appena 5 minuti prima quando gli tentavo di spiegare che tutto va a rotoli che l'ansia che a volte mi assale é ingestibile, penso a che l'ultima volta che sono salita su quella bilancia era estate e faceva caldissimo  che avevo un'altra collana al collo ma lo stesso anello al pollice che oggi sono in tuta  che l'anno scorso avevo un vestitino leggerissimo a fiori azzurro che l'ultima volta che sono salita su quella bilancia pesavo 41,5.
Il verdetto é inequivocabile.
Peso 44 chili, sono ufficialmente una vacca obesa.*




Sto male e non so perché, ho tanta stanchezza addosso, tanta insoddisfazione e non so che fare.
Sono troppo pigra? Non lo so e non lo capisco.
So solo che così io non ci voglio stare.
Mi porto dietro una pesantezza, una tristezza, che non capisco da dove venga, mi sembra che il mondo non sapendo a chi dare i carichi scomodi mi abbia scelto.
Ma non sono la persona giusta.
Sono stanca di essere me stessa?
Non capisco nulla.
Vorrei solamente qualcuno vicino che mi stringesse la mano e mi incoraggiasse a fare non so nemmeno cosa. Qualcosa, qualunque cosa pur di non sentirmi in questo modo.
Mi sento così inutile,sola.
Quando entro su whattsapp non uno che mi abbia cercato.
Potrei scrivere io, certo, ma cosa?
Le mie emozioni non riesco a esprimerle o meglio o le maschero o sono un fiume in piena e quindi un enorme peso che si lamenta.
Io non voglio essere un peso, ho potenzialmente una persona a cui potrei rivolgermi ma quando mi domando cosa potrei dirle ho il vuoto più assoluto.
E certamente non posso attaccare bottone da un momento all'altro così.
Non sto bene ma non saprei come definirlo a una persona esterna, alla fine fuori sono sempre uguale.

Io non so davvero cosa diamine fare.

sabato 24 ottobre 2015

Codardi.

Ho voglia di piangere.
Liberarmi da questa fastidiosa sensazione sulla bocca dello stomaco.
Ma neanche una lacrima.
Ho capito che senza pianificare qualsiasi cosa combino disastri, prima il panino, poi le brioches alla nutella e ci mancavano i due piatti di pasta e patate.
Non è ancora arrivata sera, ho freddo.
Ascolto il rumore della ventola del pc, penso...ho appena finito di scrivere a una cara amica " la tempesta è passata, sono ancora in piedi" e invece no, mi sbaglio.
Sono di nuovo nei bassifondi.
Il cielo è coperto da nuvole grigie, non vedo vie di fuga, forse un po' le situazioni, me le cerco.
Ho preso 4 in chimica e ne arriverà presto un altro per lo schifo di verifica che ho fatto oggi, non sono riuscita ad aprire libro ma non potevo stare a casa.
Avevo previsto di perdere due chili prima del 31... il 42 sembra sempre più lontano dopo oggi.
Ma forse, un po' me le cerco.
Ho l'esame e se continuo così non ce la faccio.
Il problema delle vie di uscita è che non sono facili da trovare, io ho bisogno ora di una via per superare quel cavolo di esame, anche con 61, non me ne frega nulla.
Voglio brillare, avere degli amici,  ma non mi è rimasto quasi nessuno e la scuola è troppo difficile anche solamente per riuscirsi a mantenere a galla.
Ho davvero paura di non farcela.
E non dovrei sentirmi un fallimento?
Non dovrei farmi vedere con gli occhi tristi perchè le persone in questo modo si allontanano solamente? Ma chi cavolo sono loro per dirmi questo? Ed io dovrei considerarli amici se manco provano a capirmi?!
E io dovrei sforzarmi di mangiare perchè se no " va a finire male"? Non avete ancora capito che quando sono in una situazione del genere il mio stomaco chiude i battenti o se putacaso riesco a mangiare qualcosa lo rigetta?
Sentirmi dire " tanto sarai bocciata" e rimanere impassibile fuori ma star male dentro, perchè non mi ribello?!
Ho allo stesso tempo voglia di farcela e voglia di arrendermi completamente.
Fare quello che mi passa per la testa e fregarmene delle conseguenze, ma non ci riesco, dannazione non ci riesco!
Mi sembra di impazzire.
Vorrei degli amici vicini, ora.
Ma forse il peso è troppo grande.
Codardi.

martedì 20 ottobre 2015

Flusso di coscienza.

Stamattina era tutto partito bene,  niente scuola perché benché sia stata sveglia fino alle 4 di ieri notte non ce l'ho fatta a studiare tutto per la verifica di storia, ho fatto colazione concedendomi un quadratino di cioccolato e pianificando i prossimi tre giorni.
Secondo i miei piani oggi avrei mangiato 481 calorie ma ho sgarrato e ora sono a 800 scarse.
Ho fallito e mi sento una schifezza, come credo di poter mettere le cose apposto se non riesco neanche in cose così basilari?
E pensare che devo ancora cenare!

Domani ho un progetto a scuola e il piano prevedeva di mangiare qualcosa per pranzo ma non posso, devo scalare queste 300 schifosissime calorie ma, notizia positiva,a cena non ci sono entrambi  i miei genitori  il che equivale a una giornata idealmente perfetta.

Giovedì ho l'Expo e mia madre vuole fare dei panini giganteschi, non posso programmare cosa e quanto mettere dentro e in più dovremmo usare il pancarrè dove ogni fetta ha ben 64 calorie e un panino é fatto da due fette, e meno di due panini non me li farà portare.
Mi sento persa.


Io e mia madre abbiamo appena finito di litigare sull'olio, io mi sono letteralmente incavolata perché ho scoperto che nel passato di verdura( che mi aveva fatto impazzire da quando era buono e che avevo mangiato con la massima tranquillità " tanto é scondito") c'era l'olio oltre al dado in polvere ( come diavolo ho fatto a non accorgermene?!) e la risposta che ho ricevuto é che sono in quella fase dell'adolescenza in cui si é " esagerati" ma per ora ho ottenuto che mi cucino io le mie cose ( penso che non abbia capito che faccio sul serio ma vedrà eccome se vedrà)
Spero che questo discorso valga anche per i panini dell'expo.
Sia chiaro che non ho intenzione di portarmene più di uno. Il resto della giornata mangerò carote e altre cose poco caloriche e mi dispiace, ma se qualcuno mi dice qualcosa semplicemente risponderò a tono, sono stanca di stare zitta e farmi ingozzare di cibo condito con litri di olio e vari condimenti.

Perché le persone non capiscono che i gusti" al naturale" sono più buoni?
Che non c'è bisogno di un quintale di calorie per vivere?
Ma che soprattutto io così grassa non mi posso vedere e ho bisogno di dimagrire?.
Se non ci sono ancora arrivati lo capiranno presto ( spero) io di dover litigare ogni singola volta per il condimento non ce la posso fare.
Ma tanto da oggi cucino io.


Ho scoperto, e questa cosa mi angoscia non poco, che il 31 devo andare dal pediatra( a 18 anni compiuti dal pediatra, il senso vorrei sapere)e mia madre, dato che ho sempre freddo e sonno mi vuole fare dare una cura di quelle strong. Ma io non voglio ingrassare, é proprio fuori discussione.
Ho due settimane per tornare ai miei meno schifosi 42 chili, spero di farcela, almeno per non volermi letteralmente sotterrare quando sarà il tempo di spogliarsi per essere visitata.
Un altro problema sono le cicatrici, si erano schiarite un bel po' dopo questa estate ma, maledetta la crisi della scorsa settimana, ora ce ne sono altre e in due settimane non si schiariscono manco se vado a Fontanellato in pellegrinaggio.
Voi direte, "mettiti dei braccialetti" ma il problema é che non posso, mia madre sospetterebbe dato che sa, e non voglio che lo faccia, mi tornerebbe a controllare ed è proprio fuori discussione dal momento che le crisi sono sempre peggiori e ricapiterà prima o poi...
Ho tante domande, dubbi, incertezze e cose che spero di riuscire a fare, e altre che spero di evitare.


Scusate per il post molto a " flusso di coscienza" e senza un filo logico.
Avevo bisogno di sfogare questi pensieri.
Sono in piena ricaduta e non riesco a fermarmi.